Dr. Gabriele Segalla: «Oggi chiudiamo l’epoca della difesa e apriamo quella dell’accusa»

Milano, 11 settembre 2026 – «Il Cammino nella Luce», parte 3.

«Oggi siamo qui per chiudere definitivamente l’epoca della difesa e aprire quella dell’accusa». Con queste parole il Dr. Gabriele Segalla, biochimico e ricercatore indipendente, ha aperto il suo intervento a Milano.

Fino ad oggi, ricorda Segalla, ai cittadini danneggiati è stato chiesto di dimostrare caso per caso, con procedure estenuanti ed esami complessi e costosi, il nesso causale tra la somministrazione del vaccino e il danno subito. Secondo il biochimico, i suoi quattro studi pubblicati in peer review ribaltano questa prospettiva: Pfizer avrebbe inserito gravi falsità nei documenti preclinici decisivi per l’autorizzazione all’immissione in commercio, mentendo sulla natura chimica e tossicologica di alcuni metaboliti generati dal vaccino a mRNA e aggirando test fondamentali di farmacocinetica.

Da qui la sua tesi giuridica: se si dimostra che un medicinale è un prodotto difettoso e intrinsecamente pericoloso, il nesso di causalità è già scritto nella formula del farmaco, e l’onere della prova deve passare dai cittadini a chi lo ha progettato e autorizzato. Segalla richiama l’articolo 443 del codice penale e la relazione speciale n. 19/2022 della Corte dei conti europea, secondo cui l’immunità del fabbricante decade in caso di dolo, negligenza grave o violazione delle buone prassi di fabbricazione dell’Unione Europea.

L’ultimo ostacolo, conclude, è il silenzio delle istituzioni e della magistratura. «L’articolo 112 della Costituzione stabilisce in modo perentorio che il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale. Non è una scelta opzionale, è un dovere istituzionale supremo. La scienza indipendente ha fornito le prove. Ora la giustizia faccia il proprio dovere, procedendo spedita sul suo cammino nella luce».

Il video integrale dell’intervento